Il volume costituisce la guida ufficiale e il catalogo espositivo per la mostra "L'eleganza di tenone e mortasa". Il testo celebra una delle invenzioni ingegneristiche più significative dell'antica Cina: il sistema di incastro concavo-convesso in legno senza l'impiego di chiodi né leganti chimici. La narrazione ripercorre le origini storiche di questa tecnica, risalenti a 7.000 anni fa durante il Neolitico con la civiltà Hemu, che la impiegò per erigere le prime abitazioni su palafitte. L'opera esplora l'evoluzione strutturale e concettuale dell'incastro, illustrando come la carpenteria lignea abbia rappresentato la spina dorsale sia dell'architettura monumentale che dell'arte dell'arredamento tradizionale. Tra le grandi opere architettoniche analizzate figurano capolavori secolari come la Sala del Tempio del Buddha, la Pagoda in legno della contea di Ying e le Torri della Città Proibita. Si evidenzia l'eccezionale proprietà antisismica e flessibile dei giunti, riassunta nel detto "il muro crolla, ma il tetto resta in piedi", grazie all'azione combinata di elementi complessi come i dougong. Il libro passa poi in rassegna la maestria del mobilio delle dinastie Ming e Qing, dettagliando le tipologie di legni pregiati (come lo zitan o il palissandro), le tecniche di taglio dei tronchi e decine di schemi tecnici di giunzioni (a coda di rondine, a vista, a cuneo, Bawang Cheng, ecc.). Infine, viene reso omaggio ai grandi trattati storici ed edificatori (Yingzao Fashi), ai maestri architetti del passato (quali Lu Ban, Li Jie, Kuai Xiang e la dinastia di progettisti Yangshi Lei) e allo spirito artigianale tramandato tra maestri e discepoli attraverso il lavoro manuale e l'uso degli strumenti da falegname.
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